Le fasi del cambiamento: aspettative del Top Management e morale dell’organizzazione
 
     
 
  • Il cambiamento segue alcune fasi chiave:
    1. Fase “palude”: è la fase in cui l’organizzazione ritiene di agire correttamente; non vengono evidenziati i problemi ma ci si nasconde dietro a un confortante “va tutto bene”.
    2. Fase del “si cambia”: è un momento particolarmente critico. L’organizzazione ha preso consapevolezza dell’esistenza di punti critici e della necessità di cambiare, ma non è ancora evidente la direzione da prendere nel cambiamento.
    3. Fase di “implementazione”: in questa fase le persone iniziano a vedere i primi segnali del cambiamento che generano facili entusiasmi e aspettative non realistiche.
    4. Fase di “assestamento”: è la fase nella quale le persone si rendono conto che il cambiamento è faticoso e che i risultati non saranno raggiunti facilmente come ci si era aspettati nella fase precedente. La tentazione è quella di lasciare che il cambiamento muoia lentamente.
    5. Fase del “risultato”: (in alcuni casi) vengono raggiunti gli obiettivi che ci si era posti. Il rischio, in questa fase, è che l’euforia da brindisi porti l’organizzazione e le persone a “sedersi”, ad accontentarsi e a non cambiare più”.
    6. Per evitare di tornare ad una nuova fase “palude”, è necessario, una volta raggiunti i risultati, che l’organizzazione spinga le persone a porsi nuove domande e nuovi obiettivi, in un’ottica di cambiamento continuo. In questo caso, alla fase del “risultato”, seguirà una nuova fase del “si cambia”.
 
 

 
 
 
 
Il grafico qui riprodotto, indica la curva del morale dell’organizzazione (in blu) e delle aspettative del top management (in rosso).
Le frecce indicano il senso degli interventi che il gestore del processo di cambiamento deve porre in essere al fine di prevenire, controllare e indirizzare i comportamenti verso la riuscita del progetto.
 
 
 
   
     
 
 
 

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